DIARIO TREVIGIANO
A cura di Franco Piol
REBECCA SUPERA LA QUALIFICAZIONE, 54”41
E NELLA SEMIFINALE DA’ IL TUTTO PER TUTTO
Finale di alto livello, Rebecca esclusa, è sesta in 53”93!
Fabio contro i “mostri”: tranquillo, c’è tempo…
DALLA FIDAL NAZIONALE
di Anna Chiara Spigarolo
Triplo U (qualificazioni) – Nonostante il lungo stop invernale Tobia Bocchi, vice campione europeo Junior nel 2015, oggi sfiora la qualificazione. 15,68 (-0.2) - 15,74 (-1.5) - 15,41 (0.0) la sua serie, con il dodicesimo posto che sfugge per 16 centimetri negli ultimissimi minuti di gara, quando gli statunitensi Charles Brown e Armani Wallace trovano improvvisamente le spinte giuste per atterrare intorno ai 16 metri. Curiosamente il parmense salta la stessa misura dell’azero Nazim Babayev, che un anno fa a Eskilstuna lo superò per il titolo continentale under 20. Nell’altra pedana c’è Fabio Camattari, che fa segnare invece 14,63/-0.2 - 14,75/1.7 - 15,03/1.7, restando a qualche spanna dai propri limiti. Oggi davanti a tutti ci sono due cubani, gli unici a centrare la qualificazione diretta al primo tentativo. Cristian Napoles atterra a 16,53 (+1.9), Lazaro Martinez a 16,49 (+1.4). Martinez è il campione in carica: due anni fa a Eugene, a 16 anni, vinse l’oro con 17,13.
400 D (semifinali) – Rebecca Borga si gioca il tutto per tutto, con un passaggio a metà gara ai limiti, in una semifinale difficilissima. Il rettilineo finale è per forza di cose in salita, ma la veneta può uscire dallo stadio senza rimpianti. In 53.93 è sesta, vince la statunitense Lynna Irby in 51.90 davanti al fenomeno cubano Roxana Gomez (52.26) e all’ucraina Dzhois Koba (in 52.79 è l’ultima delle ripescate). Nella sua batteria si migliorano in quattro. Alla fine, il crono peggiore con cui si entra in finale è il 53.06 della canadese Natassha McDonald. L’unico rimpianto è forse per il record italiano Junior che, pur sfiorato agli Assoluti di Rieti, resta nelle mani di Alexia Oberstolz.
(Foto Colombo/Fidal)
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Da “QUEEN ATLETICA”
Bella prova di Rebecca Borga nelle semifinali dei 400: 53″93, e sesto posto per lei con la terza prestazione personale di sempre (dopo il 53″35 di pb e il 53″83 di Bressanone): la finale era un’impresa titanica, ma difendersi con l’onore delle armi non era certo facile partendo dalla nona corsia
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